Per arginare la piaga della dispersione scolastica, per migliorare le conoscenze e le competenze dei nostri giovani, c’è bisogno di infondere in tutti i nostri alunni la consapevolezza dell’importanza del sapere. Ciò è possibile solo riconsegnando all’istruzione pubblica la funzione di ascensore sociale da troppo tempo consapevolmente negata.

E’ possibile restituendo a tutti i docenti e all’intero personale scolastico il prestigio sociale determinato non solo da una retribuzione dignitosa, ma anche dalla possibilità di svolgere efficacemente e con continuità il proprio lavoro. E’ possibile ponendo fine alla precarietà che devasta la scuola pubblica. E’ possibile sburocratizzando il lavoro dei docenti sempre più oberati da scartoffie inutili. E’ possibile trasformando gli Istituti scolastici in luoghi accoglienti, sani e sicuri a disposizione degli alunni, dei docenti, dei genitori e di tutte le risorse delle scuola.

In questo senso la proposta del Ministro Valditara di creare la figura del tutor sembra poco efficace in un contesto che richiede altre ed urgenti priorità, tuttavia noi della Labor riteniamo sia corretto attendere prima di dare un giudizio definitivo sull’iniziativa che, se non si dimostrerà ancora una volta una dichiarazione destinata a sgonfiarsi nel tempo, potrebbe rappresentare un primo passo verso una necessaria rivoluzione dell’Istruzione pubblica.

La Labor è consapevole di come la scuola sia la chiave di volta su cui edificare una società migliore, la stessa consapevolezza di chi sa che annichilirne l’azione significhi contribuire alla creazione di una società delle differenze e della mediocrità.

 

Prof. Castaldo Enrico

(Responsabile Nazionale Comunicazione Labor Scuola)