L’articolo 53 della Costituzione impone progressività, ma le riforme hanno favorito i redditi medio‑alti. Il sindacato Labor propone un nuovo sistema equo che alleggerisca i lavoratori e riporti giustizia sociale.
Negli anni Settanta e Ottanta il sistema fiscale italiano era concepito per svolgere una funzione fortemente perequativa. La progressività degli scaglioni e le aliquote marginali elevate garantivano che chi disponeva di redditi più consistenti contribuisse in misura proporzionalmente maggiore al finanziamento dello Stato sociale. In quel periodo, la fiscalità non era soltanto uno strumento di raccolta di risorse, ma rappresentava un vero e proprio patto di solidarietà tra cittadini, volto a ridurre le disuguaglianze e a sostenere servizi pubblici fondamentali come sanità, istruzione e previdenza.
Con il passare dei decenni, questo impianto è stato progressivamente smantellato. L’abbassamento delle aliquote marginali ha ridotto la capacità redistributiva del fisco favorendo i redditi medio-alti. Ciò ha comportato un indebolimento della funzione perequativa originaria, con un evidente impatto sociale: Il divario tra chi ha di più e chi ha di meno si è ampliato. Nello stato attuale la pressione fiscale grava in misura proporzionalmente maggiore sui bassi redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati, categorie che non dispongono di strumenti di elusione o pianificazione fiscale (redditi da finanza, Flat tax, ecc).
È importante ricordare che l’articolo 53 della Costituzione stabilisce un principio fondamentale: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” Questo dettato costituzionale dovrebbe essere il cardine che dovrebbe guidare ogni riforma fiscale, ma che negli ultimi decenni è stato progressivamente disatteso dal legislatore.
Per questo motivo, il sindacato Labor propone di reintrodurre una vera progressività nel sistema tributario, attraverso un aumento delle aliquote sui redditi più alti e una riduzione del carico fiscale su quelli medio-bassi. In particolare, riteniamo necessario un intervento sugli scaglioni oltre i 75.000 euro annui, accompagnato da un rafforzamento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti e per le famiglie con redditi modesti. Solo così sarà possibile restituire al fisco la sua funzione originaria di strumento di equità e giustizia sociale, in piena coerenza con i principi sanciti dalla Costituzione.
Come sindacato Labor riteniamo che la tassazione “redistributiva” non deve essere percepita come un peso ingiusto, ma come uno strumento di sviluppo sociale ed economico.
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