Con il Decreto del 10 settembre 2026, il Ministero del Lavoro ha reso operative le disposizioni attuative del D.L. n. 62/2026, definendo requisiti e modalità d’accesso per il nuovo sgravio contributivo destinato alle aziende che investono concretamente sul benessere dei dipendenti e sull’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro.
I requisiti per le aziende
Il beneficio economico è riservato ai datori di lavoro privati che ottengono una specifica certificazione (dalla validità di 36 mesi) attestante l’adozione di politiche aziendali strutturate. Tra le misure valutate rientrano:
- Flessibilità organizzativa: introduzione di orari elastici e smart working strutturato.
- Sostegno alla genitorialità: tutele avanzate per maternità e paternità oltre i minimi di legge.
- Caregiving: misure a supporto della cura di familiari anziani, disabili o fragili.
- Welfare e benessere: piani dedicati alla salute e al supporto economico della famiglia.
- Rientro e continuità: percorsi formativi per garantire il reinserimento e la crescita professionale dopo i periodi di congedo.
L’entità dell’agevolazione
L’incentivo consiste in un esonero fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un tetto massimo fissato a 50.000 euro annui per azienda, nei limiti delle risorse stanziate. Il beneficio sarà fruibile per tutto il periodo di validità della certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
Le istruzioni operative per la presentazione telematica delle istanze saranno rese note a breve dall’INPS con un’apposita circolare.
“Accogliamo con favore la definizione dei decreti attuativi: legare gli sgravii contributivi ad azioni concrete di welfare aziendale è la strada giusta. Tuttavia, l’agevolazione non deve trasformarsi in un mero adempimento formale o in un’operazione di facciata per le imprese.
Come Sindacato Labor monitoreremo con attenzione l’applicazione di questo decreto: la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro deve passare necessariamente dalla contrattazione di secondo livello e da un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori. La flessibilità è una vera risorsa solo quando tutela il benessere emotivo ed economico del dipendente, garantendo pari opportunità al rientro dai congedi e prevenendo forme sconsiderate di iper-connessione.”
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