L’IRPEF è stata concepita nel 1974 con il duplice scopo di porre ordine al preesistente frammentato sistema fiscale e come imposta “redistributiva” con una forte connotazione di equità sociale ai sensi dell’articolo 53 della costituzione. Infatti le basse aliquote previste per la tassazione dei redditi marginali avevano lo scopo di permettere ai meno abbienti di disporre di maggiori disponibilità economiche da destinare all’acquisto di beni e servizi.
Oggi a seguito delle molte modifiche apportate, oltre a renderne caotica l’applicazione la legge ha perso la sua principale funzione di garantire ai cittadini servizi essenziali come l’accesso agli studi universitari, l’assistenza sanitaria universale, la previdenza sociale a coloro che pur lavorando di fatto rientrano nella categoria dei poveri.
Stiamo attraversando un periodo alquanto difficile con cambiamenti epocali che per la loro portata avranno pesantissime conseguenze per la maggior parte delle persone.
La stagnazione economica, aggravata dalla fiammata inflattiva, ha falcidiato salari e stipendi di lavoratori dipendenti che nonostante l’attività sono in forte difficoltà ad affrontare le esigenze di una vita decorosa. Il numero di persone povere, in continuo aumento, ha raggiunto delle proporzioni non accettabili in un Paese come l’italia.
La Costituzione italiana pone la dignità umana e il diritto a una vita decorosa al centro del suo ordinamento, garantendo non solo la sopravvivenza fisica, ma una condizione di vita dignitosa.
Secondo il Sindacato Labor per ridare vitalità ad una società sempre più in affanno è necessario reintrodurre una maggiore progressività sulle fasce alte di reddito (maggiore di 75.000 euro) mentre per i soggetti con redditi al limite di povertà le aliquote devono essere prossime allo zero.
Dal 1998 l’aliquota minima passa dal 10 % al 18%; quasi un raddoppio!
Mentre la massima diminuisce dal 51% al 45,5%. Un buon sconto a chi ha i maggiori redditi.
Quanto sopra è indice di una classe politica che ha perso il contatto con la parte della società più debole.
Per il Sindacato Labor, i politici italiani dovrebbero mutuare quanto fatto dai tedeschi che hanno per i redditi fino a 10.000 euro l’aliquota pari allo 0%.
Oltre alla ridefinizione degli scaglioni e delle aliquote, affinché la misura possa avere pieno effetto, il legislatore deve concretamente contrastare evasione ed elusione ponendo una particolare attenzione alla tassazione di quelli che sono i redditi da capitale e quelli delle multinazionali che operano all’interno del Paese ma che hanno la sede fiscale altrove, eludendo le nostre normative fiscali.
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