L’ultimo report dell’Istat sui consumi delle famiglie fotografa una realtà che, come Sindacato Labor, denunciamo da tempo: i salari in Italia non sono più sufficienti per garantire una vita dignitosa per l’impossibilità di fare fronte alle spese fisse mensili.
L’analisi approfondita della struttura dei consumi nel nostro Paese fa emergere una verità innegabile per milioni di lavoratori: i salari reali in Italia non sono più adeguati a coprire le spese medie mensili necessarie per una vita dignitosa.
I dati dell’Indagine sui Consumi dell’Istat fotografano una situazione di profondo squilibrio territoriale e sociale, evidenziando come la spesa media mensile di una famiglia italiana (composta da 2,4 componenti) si attesta a 2.488 euro. Un valore che mette a nudo l’insufficienza cronica dei livelli salariali attuali.
I numeri della crisi:
Entrando nel dettaglio dei dati emersi dalle rilevazioni statistiche, emerge chiaramente l’impatto dei costi fissi sui bilanci familiari:
Secondo i dati ISTAT, calcolati in media nazionale, le spese non alimentari ammontano in media a 2.011 euro al mese di cui gli oneri per la casa (abitazione, combustibili, energia, mobili e utenze) incidono per 976 euro mensili mentre i trasporti pesano per 354 euro di cui i soli carburanti occorrono circa 186 euro.
Per i generi alimentari e le bevande necessitano in media 477 euro al mese (pari al 19,2% delle spese totali)
Peggio ancora se si esaminano con riferimento ai nuclei familiari.
Quelle numerose sono fortemente penalizzate. Le coppie con due figli spendono mediamente 3.226 euro al mese, cifra che sale a 3.229 euro per chi ha tre o più figli. Un livello di spesa totalmente fuori portata rispetto ai salari medi attuali.
I dati Istat certificano che il ceto medio sta scivolando verso la povertà. Con gli attuali livelli retributivi per far quadrare i conti circa un terzo delle famiglie ha ridotto la quantità di cibo acquistato mentre un 6,5% ha dovuto risparmiare anche sulla qualità.
Necessario un immediato cambiamento con profonde implicazioni sociali ed economici
Sostenere i salari non è solo una questione di giustizia sociale, ma l’unico modo per far ripartire i consumi e l’economia interna del Paese.
Come Sindacato Labor, riteniamo che questi dati non siano semplici numeri, ma la certificazione di una situazione in cui i lavoratori a fronte di un costo della vita in costante crescita registrano stipendi che nemmeno riescono a recuperare le maggiori spese dovute all’inflazione.
Le Proposte del Sindacato Labor:
Retribuzione minima per i lavoratori meno tutelati.
Rinnovo dei CCNL. Salari agganciati al costo della vita.
Taglio strutturale del cuneo fiscale.Per avere più soldi netti in busta paga.
Forte riduzione delle attuali aliquote Irpef. Per i redditi inferiori ai livelli di costo della vita periodicamente registrati dall’Istat (Aliquota base inferiore al 5%).
Introduzione del Quoziente Familiare. Se mantenere una famiglia con figli oggi costa oltre 3.200 euro al mese, chiediamo una riforma fiscale basata sul quoziente familiare – affinché chi ha più carichi di cura paghi meno tasse – unita all’introduzione di asili nido gratuiti e universali.
Politiche abitative pubbliche:Tetti agli affitti e mutui agevolati.
Labor propone il rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, agevolazioni sui mutui per i giovani lavoratori.
La dignità del lavoro parte dalla dignità del salario!
Questa è una verità che sembra essere stata dimenticata dalle Organizzazioni sindacali “maggiormente rappresentative” che, anno dopo anno, hanno accettato un continuo incremento delle imposte applicate ai redditi bassi, quelli dei lavoratori dipendenti a vantaggio dei redditi più alti che hanno usufruito di una forte riduzione delle aliquote IRPEF.
Come sindacato Labor, pur non volendo cedere a cattivi pensieri, non possiamo non notare una coincidenza: i Governi che disegnano il sistema fiscale sono gli stessi che stabiliscono i fondi destinati a CAF e patronati. Questa sovrapposizione sembra aver distratto le organizzazioni sindacali, le cui rivendicazioni per un fisco equo e conforme alla Costituzione si sono ormai limitate a meri slogan di circostanza.
La nostra battaglia continua!
Immagine di magnific
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