Il giudice del lavoro di Trani che ha accolto il ricorso d’urgenza di una maestra pugliese, sposata e con due figli piccoli, che, per effetto della legge sulla “Buona scuola” del Governo Renzi, dal V circolo didattico di Barletta era stata trasferita.

Secondo il giudice del lavoro l’Ufficio scolastico regionale pugliese non avrebbe dovuto  assegnare l’insegnante “in organico di una delle sedi disponibili nell’ambito territoriale della Puglia o di altra sede elencata nelle preferenze espresse”.

Si tratta di una delle prime decisioni che stabilisce l’illegittimità dell’assegnazione della ricorrente in una sede distante, rispetto a quelle indicate nelle preferenze, per violazione del principio dello scorrimento della graduatoria.